Radon

Il radon (precedentemente niton) è l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e numero atomico 86. Scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio (con espulsione di un nucleo di elio), generato a sua volta dal decadimento dell'uranio. Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. L'isotopo più stabile, il 222Rn ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni[1] e viene usato in radioterapia. Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all'interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone[2]. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20 000 persone nella sola Unione europea ogni anno ed oltre 3 000 in Italia. Polonio e bismuto sono i prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon.In Italia non c'è ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità europea di 200 Bq/m³ per le nuove abitazioni e 400 Bq/m³ per quelle già esistenti. Una normativa invece esiste per gli ambienti di lavoro[13] che fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m³. Per le scuole non vi sono indicazioni ma si ritiene per il momento di poter assimilare una scuola ad un ambiente di lavoro. Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi: Stati Uniti: 150 Bq/m³, Regno Unito: 200 Bq/m³, Germania: 250 Bq/m³. La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m³ e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m³, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi. In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m³[14]. Prevenzione Per prevenire l'accumulo del radon, in fase di progettazione del basamento dell'edificio si può adottare la tecnica del vespaio, oppure si possono realizzare dei pozzetti di raccolta, o stendere degli strati di ghiaia coperti da un foglio di materiale impermeabile al radon, sempre in abbinamento ad opportuni sistemi di aereazione.

Indagini su strutture che presentano Muffe

Termo igrometro: misura temperatura e umidità su parete con muffe Le muffe sono funghi che troviamo spesso sulle pareti delle abitazioni umide. Derivano dalle spore vegetali presenti a milioni nell’aria: se trovano l’acqua per germogliare, fioriscono sulle pareti umide con danni estetici ma soprattutto danni per la salute. I muri si bagnano per l’aumento dell’umidità relativa e la diminuzione della temperatura, Per eliminare questo pericoloso fastidio si può aumentare la temperatura, oppure diminuire l’umidità relativa. L’umidità dell’aria viene aumentata dalla presenza di persone, cottura dei cibi, attività di pulizia ecc. Valori ottimali sono intorno al 45-55%, se superiore può essere pericolosa.

(Rilievo termografico di pareti soggette a muffe e condense)

Condensa e salmastro

La condensa può formarsi sulla superficie (superficiale) o all’interno (interstiziale) dei muri. La condensa nel tempo provoca muffe, può corrodere tubazioni, creare rischi agli impianti elettrici, sgretolare intonaci e provocare efflorescenze.
Solitamente l’umidità dell’ambiente viene smaltita dalla ventilazione, ma se questa non è sufficiente, aumenta il livello dell’umidità relativa. Se il rivestimento del muro è impermeabile, come la ceramica, gli intonaci plastici o una guaina, si forma la condensa interstiziale.
Le strategie per evitare la condensa sono:

  • Isolamento termico delle strutture oppure aumento della temperatura media dell’aria
  • Ventilazione degli ambienti oppure riduzione della produzione di vapore (affollamento)

La Diagnosi

Lo studio di un intervento di risanamento deve necessariamente essere preceduto da un sopralluogo diagnostico, effettuato da un tecnico specialista, finalizzato ad accertare la presenza della risalita capillare quale causa dell’umidità in atto, nonché altre eventuali concause agenti in modo concomitante o indipendente dalla risalita (ad es. perdite da condotte idrauliche, infiltrazioni di acque superficiali e/o sotterranee, fenomeni di condensa, ecc.). La diagnosi viene normalmente eseguita con l’uso di termoigrometro, tester e termocamera. Deve essere anche attentamente valutare la presenza e concentrazione di sali nella struttura.Inizio modulo

I Sali

La presenza di cristalli salini all’interno delle murature è una delle principali cause del deterioramento dei materiali che le compongono. L’analisi della percentuale in peso dei Sali disciolti può essere eseguita con cromatografia ionica secondo la norma UNI 11087 Beni Culturali “Materiali lapidei naturali ed artificiali. Determinazione del contenuto di sali solubili.” Non esiste l’acqua distillata nel terreno, quindi quella che entra in un muro contiene sempre dei sali disciolti. L’acqua evapora dalle pareti in contatto con l’aria, ma i sali NO, generano cristalli. Naturalmente, lo stesso discorso vale per la spuma marina scagliata contro gli edifici dalle burrasche. Le macchie esterne bianche dette efflorescenze (il “salnitro”) sono innocue, mentre i cristalli interni invisibili, detti sub-efflorescenze, che si formano nei primi 1,5-2 cm di spessore del muro, causano i danni perché riempiono il materiale esercitando pressioni enormi. I danni da cristalli compaiono anni dopo che l’acqua ha iniziato a penetrare ed evaporare; la distruzione è maggiore laddove si sono formati più cristalli, cioè laddove l’acqua ha evaporato in maggiore quantità perché il materiale è più poroso e più permeabile. I cristalli sono igroscopici, quindi mantenere un locale umido anche da soli e in presenza di una barriera alla risalita.

Il Risanamento

Un risanamento completo consiste nel:

  • Bloccare la risalita, per asciugare il muro (e per impedire a nuovi sali di entrare).
  • Eliminare i sali presenti nel muro che altrimenti ritorneranno ad affiorare.

I sistemi spesso usati in questi interventi prevedono il mantenimento dei sali nel muro con “rinzaffi antisale” a base di prodotti chimici oppure intonaci “risananti” che “bloccano” i sali nel muro finché possono (molto spesso max 5 anni circa). Altre volte si cerca di nascondere i sali entro intonaci macroporosi assorbenti che funzioneranno finché possono naturalmente, poi scoppieranno (quasi sempre max 2,5 anni senza barriera). Il sistema di risanamento certificato proposto prevede l’estrazione completa dei sali presenti nell’intonaco e nella muratura con uno o più impacchi a base di acqua distillata e fibre di cellulosa purissima di grado farmaceutico A esente da arsenico o sodio modificate, pH 8,5, esente da composti chimici.

Infiltrazioni o perdite di acqua

Con la termografia è possibile esegure una ricerca delle perdite di acqua all'interno di bagni, cantine o qualunque locale interessato da infiltrazioni che possano essere di falda, perdite da impianti sanitari, perdite di acqua da scarichi fognari o pluviali.

Nei locali sottoposti ad indagine, abbinando la termografia ad altre rilevazioni con specifica strumentazione, possiamo eseguire la ricerca della perdita individuando con buona precisione il punto di ingresso dell'infiltrazione, riuscendo in tal modo a delimitare la zona per poter  intervenire per la riparazione del danno, in tal modo si evita di dover demolire gran parte della pavimentazione o delle murature, con enormi disagi e rilevanti costi da sostenere

Anomalie impianto elettrico

La maggior parte dei problemi su un sistema/impianto elettrico sono preceduti da un cambiamento di temperatura dei suoi componenti. Un tecnico adeguatamente preparato è in grado di analizzare ed identificare questi problemi, prima dell’irrecuperabilità dei singoli componenti. Le ispezioni termografiche offrono numerosi vantaggi per il fruitore di questo servizio. I due vantaggi principali da cui derivano gli altri sono: 1) La riduzione dello smontaggio dei singoli componenti e la sostituzione o la riparazione di componenti ancora in buono stato. In genere questi interventi manutentivi sono costosi e possono portare ad una riduzione, circa il 30%, della produzione. Inoltre, usando un metodo empirico, non è detto che si isoli il problema. Con la diagnosi termografica si identifica nell’immediato il problema e quindi si ripara solo il componente interessato. 2) I problemi sono identificati rapidamente, dando così il tempo di riparare il guasto prima della sua rottura. Con l’indagine termografica l’eventuale problema viene identificato ben prima che diventi critico. A seconda della temperatura del componente e della sua criticità si può decidere di ripararlo immediatamente, monitorare la temperatura del componente fino al raggiungimento della temperatura critica o fino a riuscire a programmare la sua sostituzione. L’identificazione di una anomalia, permette al committente di pianificare la sua riparazione e soprattutto, eliminando il problema in un lasso di tempo adeguato, è il modo più efficiente ed economico per mantenere operativo il sistema. La stessa Enel ha scritto per i propri tecnici una Linea Guida Tecnica Operativa per l’esecuzione della termografia sui loro impianti.